Oggi il comune di Viterbo ha deciso di tagliare gli alberi nel parco davanti camera mia, è tutto il giorno che guardo in quella direzione rapita, mi sembra quasi che ad ogni albero si sveli una parte di mondo fantastico, ormai vedo quasi tutto il giardino, il sole entra caldo dalla finestra.
Manca solo un albero, quello proprio davanti a me, l’operaio addetto al taglio è proprio alla mia stessa altezza, sarebbe il sogno di molte donne avere davanti ai propri occhi un uomo che lavora mezzo svestito con una motosega sotto il sole, peccato che somiglia tremendamente a JAx degli Articolo 31 (tutto incluso: pizzetto, tatuaggi e bandana)… mi sa che torno a studiare :P
Ho sentito alcune parole du una canzone... non le avevo capite tutte, però mi era sembrato che poteva essere una cosa leggerina, ma forse interessante, avevo sentito:
i sogni non stanno nei cassetti perchè ci stanno stretti, rimangono a metà.... non hanno compromessi...
poi nulla... decido di vedere cos'è... e scopro questo:
Mi ritrovo qua
A raccimolare sogni
Visto che ora mai
Li tengo incatenati da un po’
E trattengo il fiato giusto il tempo di intuire quanto quanto mi vuoi bene
E mi ritrovo qua
E non so
Che sapore ha
Mi avevano avvertito
Succede all’improvviso
E quando meno te l’aspetti
Ti si colora il viso
È più vulnerabile e dall’equilibrio instabile si allarga la tua vita
E ti ritrovo qua
Ma sai
Che sapore ha
I sogni non sono nei cassetti perché ci stanno stretti e rimangono a metà
Ed hanno paura del buio
Per questo non vanno compromessi arrivano in diretta senza pubblicità
Crudeli,
Bastardi
Come questo…
Colpo di fulmine
Ci ritroviamo qua
Niente di sbagliato
Se c’è rimasto il sale
Può darsi sia passato di qua
Tratteniamo il fiato giusto il tempo di intuire quanto ci vogliamo bene
Ma che sapore ha
Io e te
TRISTEZZA... DELUSIONE IMMANE... SORVOLO ANCHE SU CHI LA CANTA :(
Tornando da far la spesa... un bigletto per terra attira la nostra attenzione, lo leggiamo...
Il cuore mi ha detto di fare qualcosa di bene per il mondo, perchè se si ferma lui mi fermo anche io.
Non è tanto la frase che mi ha colpito, quanto la curiosità di sapere perchè era scritta su quel foglio, poi caduto su un vialetto e calpestato.

Sono partita pensando di vedere una nuova città, ma Londra non è solo questo, mi ha letteralmente fatto innamorare :)
Alla mia voglia di non tornare in Italia un amico mi ha detto... chi ti vieta di tornare su... verissimo
Una volta tornata, dopo una conferenza sulla geotermia e dopo alcune mie lamentele su... pensavo si fosse mosso qualcosa... mi è stato risposto... "chi ti aspettavi lo facesse?"... giusta osservazione forse... aspettavo
La somma delle ultime esperienze mi dice che il mio IO ha bisogno di mettersi in moto
Siamo esseri instabili, siamo esseri egoisti, siamo esseri alla ricerca della felicità, dei nostri sogni, del tempo. Un attimo cambia tutto e un giorno racconta una vita. Viviamo di priorità che si susseguono. Siamo fragili, siamo incerti, sappiamo volare e precipitare... desideriamo.
Oggi pensavo di essere completamente appagata, stasera ho già qualcosa di nuovo da desiderare.
Speranza + Sogno = Desiderio
Detto questo torniamo ai fatti.... HO FINITO GLI ESAMI :)
“Alle 6,15 dell’11 agosto, nell’ansioso silenzio mattutino, i fiorentini già liberi d’OItrarno udirono all’improvviso, al di là del fiume, il martellar delle campane che chiamavano all’armi la parte non ancora liberata: e il filo clandestino annunciò laconicamente che il Comando cittadino, per finir di liberare la città, aveva ordinato l’insurrezione.
Si vide allora, al richiamo della vecchia Martinella, il popolo fiorentino, coi ponti rotti alle spalle, far fronte al nemico. Contro le mitragliatrici piazzate dietro gli alberi dei viali, contro i carri "Tigre" in agguato alle barriere, si spiegò come per magia un esiguo velo di giovinetti febbricitanti e di vecchi canuti, armati soltanto della loro furia. Da un’ora all’altra, quel velo diventò una linea, si organizzò, si consolidò; prese sotto la sua protezione il centro della città; non si limitò alla resistenza, ma osò l’avanzata: e ogni giorno entravano dentro quel cerchio nuove vie e nuove piazze liberate. Così per quasi un mese, per tutto agosto, il fronte di combattimento si confuse coi nomi favolosi dei giardini e delle passeggiate della nostra infanzia: le Cascine, il Parterre, il Campo di Marte. La pacifica topografia cittadina entrava stranamente nei bollettini di guerra: "piazza san Marco sorpassata "; "via santa Caterina raggiunta"; "contrattacco in piazza Donatello”.
Non c’erano più lettighe né bare: i morti si seppellivano alla rinfusa, nelle grandi fosse del giardino dei Semplici, tra le aiuole in fiore. E intanto le magistrature popolari già sedevano ai loro posti nei palazzi dei padri; e quando un colpo arrivava a scheggiare quelle antiche pietre, guardavano un istante dalle grandi finestre: "Niente di nuovo: cupole e torri sono sempre in piedi". E la seduta continuava.
Il bilancio si riassume in pochi dati: un grande squarcio nel cuore della città, una immensa cicatrice che sfigurerà nei secoli il suo volto: centoquaranta partigiani morti in combattimento nelle sue strade e molte centinaia di essi feriti; e quasi ottocento cittadini inermi, in gran parte donne e fanciulli, caduti sotto le granate tedesche o sotto il tiro a segno degli assassini.
Ma alla fine di agosto questa città, che nel piano nemico avrebbe dovuto diventare la desolata terra di nessuno, era tornata per intero la terra gelosamente diletta dei fiorentini, sfregiata e sanguinante, ma riscattata per sacrificio di popolo: i tedeschi erano in ritirata verso gli Appennini, e i tiratori erano stati snidati e giustiziati ad uno ad uno, nella armoniosa serenità di queste piazze, come cani arrabbiati."
Piero Calamandrei
La mattina ho quella fase durante la colazione in cui mi riconcilio con il mondo, ieri mattina ho acceso la televisione… il mio neurone ha percepito qualcosa, un tizio (suppongo avvocato o similari) intervistato dalla Volpe elencava alcuni dei comportamenti per cui un docente universitario può andare incontro ad un richiamo o non so cos’altro…
1- devono richiedere agli studenti di preparare esami su libri reperibili facilmente
2- non devono obbligare l’acquisto di un proprio volume
3- non devono segnalare solamente libri in lingua straniera
Non so come funziona in altre facoltà, ma questo tizio non è mai stato nella mia, io ho collezionato tutti e tre i casi.